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Scrittori

Cinque domande a Ivano Iai

a cura di Simone Pozzati

Cinque domande a Ivano Iai, autore del saggio Nei secoli corrotta. Saggio breve sul malcostume nella pubblica amministrazione” (13 Lab Edition)

Ivano Iai è avvocato e dottore di ricerca in procedura penale. Oltre a svolgere la sua professione in casi finiti sulla stampa nazionale, fa parte del comitato scientifico di Aracne Editrice ed è docente di diritto processuale, depenalizzazione e anticorruzione. Iai ha alle spalle pubblicazioni di diritto processuale penale tra le quali “Il proscioglimento predibattimentale” (Giuffrè Editore).
L’avvocato sardo ora torna sugli scaffali delle librerie con un saggio dal titolo “Nei secoli corrotta. Saggio breve sul malcostume nella pubblica amministrazione”. Si intuisce chiaramente dal titolo il tema trattato, vecchio centinaia, forse migliaia di anni, ma tanto attuale. Qualche domanda all’autore che svelerà alcune curiosità su tale tematica.

D – Il tuo saggio sostiene che…
R – Chiamo saggio quello che, in realtà, è un modestissimo stimolo alla riflessione intorno al fenomeno più discusso – e mai risolto – della gestione della cosa pubblica. Tutti i settori della società umana sono interessati dalla corruzione, ma in nessuno di essi si è mai riusciti a estirparne le radici e impedirne i germogli. L’homo corruptusè, in fondo, il risultato dell’evoluzione regressiva della specie umana, che dopo aver acquisito la capacità di affrancarsi dal genus animale, cui appartiene, ha dovuto fare i conti con la specialissima disponibilità della ragione, anche nel male.

D – Nella descrizione del libro sul sito di 13 Lab edition leggiamo: “La corruzione è un male antico capace di infettare chiunque abbia tra le mani l’esercizio di un qualche potere, che contamina con la seduzione del denaro e del profitto e assedia con le armi della disonestà, dell’ingiustizia e del personalismo.” Da dove ha origine la corruzione, quali sono i primi “sistemi”, le prime “società” in cui essa si è attuata e radicata?
R – La corruzione nasce con il libero arbitrio e con la libertà di pensare e agire oltre i limiti di supposti confini etici e morali. Non vi è un tempo nel quale il fenomeno ha origine, quanto – piuttosto -un ambito, che è la testa pensante della persona umana, così votata al bene e al male a seconda della radice culturale ed educativa ricevuta e promossa nell’insieme sociale. Nell’eden la corruzione fa capolino non appena alla prima famiglia terrena è lasciata libertà di scelta che è, al tempo stesso, indice di responsabilità ma anche di fragilità. Quando sono gli altri a decidere per nostro conto, infatti, non ci è imputabile l’errore, voluto o meno.

D – Oggi si sente parlare continuamente di corruzione: a tuo parere ci sono metodi per arginarla e forse persino prevenirla?
R – Ci hanno provato le leggi sin dagli ordinamenti romano e greco, ma l’inquietante ampiezza spaziale e temporale del malcostume nel governo del bene pubblico è significativa dell’impotenza normativa di fronte a un fenomeno strettamente legato all’indole umana, al suo status educativo e culturale. Il generoso, l’altruista, il disinteressato difficilmente potranno essere corrotti o corruttori.

D – Nel cassetto hai altri saggi? Hai in programma conferenze o incontri legati al tema del tuo saggio?
Aspetto le reazioni del lettore attento e puntuale prima di rimettermi a scrivere. Per ora leggerò. Conferenze e incontri sono in calendario già da fine settembre.

D – Un passo saliente del tuo saggio breve…
È talmente breve che occorre leggerlo tutto… 

Sperando di aver stimolato la curiosità dei semplici lettori e degli “addetti ai lavori”,salutiamo e ringraziamo Ivano Iai.

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