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Scrittori

Cinque domande ad Antonella Di Martino

a cura di Bruno Elpis

Cinque domande ad Antonella Di Martino

D – Antonella, racconti ai nostri lettori che ancora non conoscono questa formula, in cosa consiste “Bookabook – un nuovo modo di fare editoria“?
R – Bookabook è un editore in crowfunding: dopo aver selezionato un manoscritto, inserisce l’autore nella sua piattaforma online, offrendogli gli strumenti adatti per raccogliere un pubblico di sostenitori. Lo scopo non è soltanto raccogliere fondi, ma soprattutto creare un nucleo di sostenitori che accenda il passaparola, quella forma di contagio benefico che può essere determinante per il successo di un libro. Più l’autore si dà da fare e raggiunge i suoi obiettivi, più i mezzi offerti dall’editore aumentano in qualità e in quantità. Dopo le prime 50 copie vendute, il libro viene pubblicato e consegnato ai sostenitore. La pubblicazione vera e propria, con distribuzione in libreria, si raggiunge con le 150 copie: goal! A questo punto, il libro entra in coda di editing, verso la pubblicazione e la distribuzione. Ma non è finita qui: se l’autore continua il lavoro di promozione e raggiunge l’overgoal di 350 copie, ottiene una promozione extra, con tanto di ufficio stampa. (Ndr: è notizia di questi giorni che Una diagonale pefetta ha raggiunto l’obiettivo e pertanto sarà distribuito nelle librerie italiane con Messaggerie, “il più importante distributore indipendente di prodotti editoriali in Italia”. Si veda questo link)

D – Quale è stata la tua esperienza nel pubblicare “Una diagonale perfetta“?
R – Un’esperienza interessante. Mi piace il contatto umano, se è autentico, ma  dover chiedere, lo ammetto, mi pesa. Purtroppo, non se ne può fare a meno! Crowdfunding o no, a parte qualche caso rarissimo l’autore deve comunque partecipare attivamente alla vendita del suo libro, quindi tanto vale farlo nel miglior modo possibile. Preferirei che il contatto con il lettore fosse diverso, più spontaneo, meno “obbligato”, ma la necessità di raccogliere fondi mi ha rivelato un mondo nuovo: non mi aspettavo tanta fedeltà da parte dei miei lettori! Chi ha già assaggiato la mia scrittura, ha sempre apprezzato il sapore e ha ordinato volentieri un’altra portata. Questo non soltanto mi ha ripagata del disagio, ma mi ha regalato una gioia inaspettata :-)

D – Ogni capitolo del tuo ultimo romanzo è un’informazione-riflessione su pianeti e satelliti del sistema solare. Quanto è solo l’uomo nell’universo?
R – L’introduzione “astrale” è anche un libero gioco con la congiunzione Luna – Venere – Giove del primo capitolo. Ho voluto creare un’astrologia apposita per i personaggi del mio libro. “L’uomo guarda il cielo e proietta se stesso nelle stelle”: questa è la definizione che un astrologo ha fornito della sua “scienza”, che calza alla lettera con la mia opinione. L’astronomia invece è una passione che risale all’infanzia. Soli in questa immensità? Non ne ho idea! Sembra improbabile, è vero. Ma questo non significa niente. La fisica moderna ha già ampiamente dimostrato che la realtà può essere contro-intuitiva, e del resto gli scribacchini di ogni tempo avevano già scoperto che la verità è inverosimile.

D – Coincidenze e destino. Casualità e determinismo. Influssi astrali e libero arbitrio. Tu, per chi parteggi?
R – Secondo me tutto è scritto, ma siccome non siamo in grado di leggere il futuro, il nostro libero arbitrio esiste accanto a tutte le altre cause determinanti, e non è del tutto cieco (riusciamo a leggere qualche riga del nostro passato). Se il nostro intelletto limitato ci costringe a costruire un mondo di cause ed effetti, dovremmo ricordarci di inserire anche noi stessi, non soltanto tra gli effetti.

D – Eleonora bambina. Quanto è autobiografica la lotta che conduce la protagonista del tuo nuovo romanzo nell’adattamento alla vita in un mondo che non tollera le diversità? Quanto le sue paure e la sua vittoria riflettono le tue?
R – Eleonora mi somiglia, per alcuni aspetti: sono stata anch’io una bambina introversa, spinta dall’ambiente esterno, soprattutto dalla scuola, a non accettare il mio modo di essere. Ma non sono mai stata buona e perfezionista come lei! Ero un’introversa “oppositiva”, una “musona” troppo spesso incazzata e depressa, in perenne rotta di collisione contro il mondo esterno, con un scarsissimo desiderio di adattamento. A forza di collidere, ho imparato il linguaggio degli alieni che mi circondavano e ho trovato il modo di comunicare. Senza adattarmi troppo, naturalmente!

D – E adesso giochiamo con Eleonora e con la sua abilità nel paragonare ogni persona a un animale. A chi assomiglia Antonella Di Martino?
R – A una Sfinge: corpo felino, testa umana, talvolta con le ali, sempre enigmatica :-D

 

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