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Scrittori

Il Machiavelli di De Sanctis

a cura di Redazione i-LIBRI

Il Machiavelli di De Sanctis

Segnaliamo a questo link il video della lectio magistralis del prof. Angelo Favaro, tenuta all’Università di Salerno, edizioni Sinestesie.

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Il Machiavelli di De Sanctis, nelle conferenze napoletane

Lezione magistrale – Università di Salerno 11.IV.2017 – Angelo Fàvaro

Parlare di De Sanctis e Machiavelli, o più specificamente del Machiavelli di De Sanctis significa affrontare un’insolubile anomalia critica e letteraria. Anche se ci soffermeremo soltanto sulle Conferenze svolte a Napoli, e non potremo se non citare un passaggio fondamentale dal capitolo XV della Storia della Letteratura, tuttavia l’anomalia rimane ed è viepiù marcata in quanto palese.

Vorrei subito introdurre la nostra lezione segnalando un dato che potrebbe inficiare tutto il discorso critico che De Sanctis attua su Machiavelli, e forse che ci costringe a una seria riflessione sulla critica letteraria e sulla storia della Letteratura, o sugli statuti epistemici della critica letteraria e della storia di una letteratura. Lo storico della letteratura e il critico letterario quando effettuano il loro lavoro di storico e di critico, domandiamoci, in quale modo e con quali strumenti devono-possono affrontare il loro mestiere. E in questo lavoro, nell’esercizio della loro professione quale posto occupa, dovrebbe o potrebbe occupare l’entusiasmo suscitato dall’oggetto di studio? È corretto l’atteggiamento che si assume qualora l’oggetto di studio “ci” entusiasmi sommamente? Chi è entusiasticamente coinvolto dal proprio oggetto di studio riesce a rimanere scientificamente impersonale e coerente e soprattutto riesce a mantenere il debito distacco da questo oggetto? E al contempo viene da domandarsi ancora se rispetto agli studi letterari, alla scrittura critica sia naturaliter da esprimersi soltanto la stratigrafia delle conoscenze, la pertinenza dei grafici e delle analisi statistiche, la cronologia e la periodizzazione, la ricostruzione storica, filologica, sociologica e contestuale per l’autore e i suoi testi? O, andando ancora più a fondo nel problema, se forse sia veramente concepibile e autorizzabile studiare, approfondire, ricercare, verificare criticamente e storicamente soltanto quel quid che non ci entusiasmi profondamente?

Tuttavia, non possiamo non riconoscere che qualcosa, qualora non pretenda il nostro coinvolgimento entusiastico, ci farebbe attraversare, probabilmente, dalla condizione di studiosi seriamente appassionati, al rango di ragionieri e burocrati, logoteti e kouropalata bizantini, spassionati e grigiamente simili al personaggio-uomo sveviano.

Ora la nostra impasse iniziale, quella che ci mette nella condizione di indicibilità se proseguire in questo studio e lezione, o se lasciare perdere e parlare d’altro, è proprio in questa considerazione originaria: De Sanctis è un appassionato lettore, uno studioso entusiasta dell’Opera di Machiavelli, e in una tale condizione non può essere, nonostante la sua formazione romantico-positivista, oggettivo, seriamente distaccato dall’oggetto del suo studio, al punto che leggendo le numerose pagine del critico-storico-professore Irpino scopriamo che Machiavelli è protagonista in quella sua Opera storico-letteraria, la quale avrebbe avuto il compito di ricostituire e rimembrare i fondamenti dello spirito nazionale italiano.

Se De Sanctis, lo studioso, il critico, il professore e nondimeno il politico, il ministro dell’istruzione, segua Machiavelli con uno spirito e un atteggiamento quasi da discepolo o da seguace, se ne interpreti e accolga le proposte e il pensiero come un appassionato lettore non può essere valutabile, ma al contempo non se ne può nemmeno non tenere in debito conto quale sia il suo atteggiamento di studio quando si voglia leggere la sua lezione criticamente.

Ci si trova in una condizione difficile, fin dalle prime battute, nel valutare questo rapporto, che attraversa la vita di Francesco De Sanctis e la sua Opera. Il discorso permane nell’interrogativo. E con questo metodo credo si debba affrontare lo studio di ogni autore segnato pesantemente dalla ridda di saggi critici che intorno a lui si levano: in questo caso abbiamo un moltiplicarsi dei saggi e dei critici gli uni intorno a Machiavelli gli altri intorno al pensiero di De Sanctis su Machiavelli…

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