oppure Registrati
Scrittori

Incontro con Veronica Roth

a cura di Nicoletta Scano

Veronica Roth, alla prima tappa del tour italiano per pubblicizzare la saga Divergent – 500.000 copie venute solo nel nostro paese e 36 milioni nel mondo – si presenta alla libreria Open di Milano con un nuovo look biondo platino e una mise tutt’altro che eccentrica, jeans, maglietta e giubbino in scale di grigio. E’ molto alta, sorride spesso e ringrazia tutti per essere venuti.

Un’ora di domande e risposte si susseguono, gli argomenti sono i più disparati, la giovane autrice appare molto spigliata, probabilmente ormai abituata a quel tipo di situazione, e si racconta. Parla dei tre libri, del suo rapporto con la scrittura e con i fans, delle sue paure e dei possibili messaggi della saga e del suo adattamento cinematografico, delle sue emozioni riguardo al finale – non spoileriamo, definiamolo “molto toccante” – della storia.

E’ spiritosa Veronica, parla di sé come di un’autrice emergente, allegra, divertita da molte domande, ma si emoziona molto quando parla di persone che le sono care: si vede da come cambia tono di voce e inclina un po’ il viso di lato, smette di guardare dritto per tutto il tempo all’interlocutore e abbassa appena gli occhi.

Per chi ancora non avesse letto i romanzi o visto i film, la saga è ambientata in un futuro dispotico dove tutti gli adolescenti, al compimento dei 16 anni, devono scegliere a quale Fazione appartenere, supportati da un test: Intrepidi, Candidi, Abneganti, Eruditi, Pacifici. Solo che non funziona per tutti. Alcuni scoprono di non appartenere a una sola di queste categorie, ma a più d’una, e di essere quindi dei “Divergenti”. Qui prende il volo un’avvincente trama narrata a più voci ai confini delle paure, dei limiti e dei pregiudizi dei personaggi, che nei tre romanzi affronteranno scoperte sconvolgenti, persecuzioni e scelte estreme, tenendo i lettori incollati e sospiranti per l’immancabile storia d’amore che nasce e sfida il mondo post apocalittico della Roth.

Veronica RothDa questa intervista, noi de i-LIBRI abbiamo scoperto qualcosa di nuovo, che ancora non si era raccontato della Roth e di Divergent: ve lo raccontiamo in dieci (s)punti.

COME NASCE UNA SAGA MILIONARIA: PSICOLOGIA. L’autrice ha avuto il primo spunto per la stesura della storia durante l’università, a un corso di psicologia, mentre studiava una teoria cognitivo-comportamentale, la teoria dell’esposizione: la sfida degli Interpidi contro le proprie paure nasce da questa idea, il primo germe della storia è l’ossessione di Quattro.

MESSAGGIO DEL LIBRO: ARGILLA. Secondo la Roth, gli adolescenti sono come un pezzetto di argilla fresca, nessuna forma definita e molte possibilità. Quando le chiedono se i suoi libri vogliono trasmettere un messaggio sociale o politico risponde che, per crescere, i giovani devono modellarsi da soli, ponendosi domande, e offrire spunti di riflessioni è un grande potere dei libri, e spera anche dei suoi. Se proprio vogliamo trovare un messaggio, è una riflessione sulle etichette e le categorizzazioni, e le conseguenze che portano sui comportamenti delle persone.

RAPPORTO CON I FANS: SNAPCHAT E PAURE. Ride, di questo social network, incredula di quanto sia importante ed utilizzato dai suoi fans, e racconta come vive la sua esposizione ai media e al pubblico con sentimenti ambivalenti, di gioia e riconoscenza per l’affetto, e di paura “perché il processo creativo ci obbliga a fare delle scelte, e a volte farle in pubblico è complicato”.

LETTURE: COREA DEL NORD E CADAVERI. Questi i temi di alcuni libri, non romanzi ma saggi, che l’autrice ha letto. Già, perché mentre scrive, non vuole farsi condizionare da altre storie di genere, e preferisce – non potendo evitare, per carità, di leggere – distrarsi con letture particolarmente… particolari!

IL MESTIERE DI SCRIVERE: LIBRI CHE SPIEGANO COME SCRIVERE LIBRI. Scrive da quando aveva 11 anni, e non si intimorisce affatto a raccontare di aver partecipato a corsi di scrittura e aver letto libri che parlano di come scrivere libri; “ma per scrivere, leggere molti libri è meglio di leggere libri che parlano di come scrivere libri”. Come darle torto?

LUOGHI DI SCRITTURA: TAPIS ROULANT. La Roth non si dà scuse ne regole, scrive ovunque, a qualunque ora si senta ispirata, senza problemi. Tanto che il suo Tapis roulant ha una piccola postazione per scrivere, e capita che la usi anche mentre si allena…

CONSIGLI: LA MAMMA E’ SEMPRE LA MAMMA. Prima di pubblicare, fa leggere le bozze al marito (che è un grandissimo lettore, che dà buoni consigli, ma un pessimo scrittore) e alla sua agente. E anche alla mamma, ma “più che chiederle consigli sul libro, a mia madre, che è una persona meravigliosa, chiedo consigli sulla vita”.

TRASPOSIZIONE CINEMATOGRAFICA: INSICUREZZE E VARIAZIONI. Non fa giri di parole e dichiara che lei, come molti lettori, pensa sempre che il libro sia meglio del film, Divergent incluso. E, con un po’ di imbarazzo, aggiunge che man mano che modificavano la storia per adattarla al cinema, continuava a chiedersi “perché come l’ho scritto io non va bene? Dove ho sbagliato? Cosa non va nella mia scena?”. Insicurezze, proprio come tutti noi.

PERSONAGGI: TANTE PARTI DI LEI. I personaggi non sono ispirati a qualcuno in particolare, e lei non è nessuno di loro: ma in tutti loro c’è qualcosa di lei. Ha trasposto in loro molti tratti caratteriali, ma Tobias/Quattro è quello che forse preferisce, “perché cerca sempre di capire e fare ragionare gli altri”. …Forse gli assomiglia davvero: io per tutta la lettura dei libri l’ho pensato impulsivo e irragionevole, esattamente come lui non ammette mai di essere se non dopo aver creato non piccoli problemi alla protagonista femminile!

IL FINALE: CONVIVERE CON LE PROPRIE SCELTE. Perché ha scelto un finale tanto dibattuto? Perché per un lettore, che legge centinaia di storie, quello di Divergent è solo un finale tra molti, e passato il tempo passerà la storia. Ma per l’autore il finale del libro è il Finale, e se è quello che sente sbagliato ci dovrà convivere tutta la vita. Pare che nella prima traccia fosse diverso, ma proprio non suonasse bene all’autrice, che era riluttante a finire la stesura perché era in difficoltà a prendere quella decisione che tanti lettori hanno contestato… Ebbene, con un misto di emozioni, positive e negative, sappiamo che quella scelta è stata fatta (e a distanza di due anni, la considera ancora la migliore scelta).

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Libri dallo stesso autore

Intervista a Roth Veronica

Text selection is disabled by content protection wordpress plugin