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Scrittori

Intervista a Cristina Nutrizio

a cura di Simone Pozzati

Intervista a Cristina Nutrizio tra TV e romanzi – Il fuoco di Agnese è il suo romanzo d’esordio.

Cristina Nutrizio è autrice televisiva, ma non solo: è anche una validissima scrittrice. In questa intervista per www.i-libri.com ci parla del suo primo romanzo Il fuoco di Agnese edito da Maggioli Editore.
Cristina è autrice TV da anni, da nove è uno degli autori dei programmi di Barbara D’UrsoA mio avviso non ha bisogno di ulteriori presentazioni e allora lasciamo che sia lei a raccontarsi attraverso quest’intervista.

D – Partirei con questa domanda, è una domanda che pongo sempre ai miei intervistati, ha una parvenza di autoreferenzialità. Ovvero…Chi è Cristina Nutrizio?
R – Sono una donna di una certa età, nel senso che sicuramente ho 58 anni,i diciamo un’età veramente matura, però per fortuna mantengo una testa e, anche se vuoi, un aspetto giovane senza fingere falsa modestia. È solo un dato anagrafico,  è chiaro che ho maturato molta esperienza sia nel lavoro, sia nella vita, ho figli grandi, trovo che sia una fase della mia esistenza bella. Perché riesco ad avere delle curiosità di una che ha 20-25 anni. Infatti esordire con un romanzo a 57 anni…

D – Mi piaceva questa cosa del romanzo – Il fuoco di Agnese. Mi parli del fatto che ti senti una ventenne, ma con la maturità dei 58 anni…
R – Sì, infatti dicevo sono un esordiente tardiva (ride).Io scrivo dal ‘95, lavoro come autore in televisione. Mi sono laureata al DAMS con indirizzo in drammaturgia. Ho lavorato parecchi anni in teatro con Dario Fo, Strelher e quindi scrivevo, adattavo testi e dopo in televisione… Ma è diverso scrivere per la televisione e scrivere un romanzo. Perché poi appunto la passione per la scrittura, scrivere racconti, scrivere invettive, scrivere pezzi comici o commenti è una cosa che ho sempre fatto anche con pseudonimo. Questa scelta è stata anche un po’ coraggiosa… scrivere un romanzo (dice quasi sottovoce). Si dice“un libro non si nega a nessuno”,  è il sogno nel cassetto di tanta gente. Però io ci ho veramente pensato tanto. E chi ha letto, persone di cui mi fidavo, mi ha totalmente incoraggiato. E questo mi ha dato via via fiducia fino a dire: vabbè, dai, proviamoci…

D – Mi racconti un po’ meglio di questo – Il fuoco di Agnese, di questo romanzo e perché un lettore dovrebbe leggerlo? Cosa c’è in questo romanzo?
R – Io ho scritto un romanzo che mi sarebbe piaciuto leggere, nel senso che a me piace leggere, sono stata una lettrice accanita fin da ragazzina. Adesso ho una vita un po’ complicata nel senso che lavoro sette giorni su sette,collaboro a due programmi, quindi è chiaro che il tempo per leggere, per immergersi in un romanzo, è inferiore. Ci riesco d’estate, però durante l’inverno un po’ meno.

Allora ho scritto un romanzo come piace a me leggerli, nel senso che per me è entrare in un mondo. Avvicinare i personaggi, pensare di voler girare la pagina per capire che cosa succede dopo. Allora c’è questo… ho scritto di una donna, ed è tutto molto realistico. Infatti la protagonista fa un lavoro molto vicino a quello che faccio io. Un altro protagonista è Duccio: di lui, la protagonista si innamora: è un artista contemporaneo e a me l’arte è un mondo che interessa molto. Ho cercato di costruire personaggi che fossero veramente molto realistici e anche le vicende che capitano a loro sono storie che tutti potremmo ascoltare da un amico. Credo sia qualcosa che incuriosisce, che fa venir voglia di capire che cosa succede a queste persone. È una storia che potrebbe capitare a chiunque. Nella donna ci sono tanti aspetti introspettivi, contradditori, che interessano perché vengono smascherati tanti aspetti che generalmente uno vuol tenere nascosti. Ecco adesso a te lo dico: è stato anche un po’ l’espediente narrativo. È un lungo dialogo, non ci sono didascalie, la mia sfida è stata quella di scrivere questo lunghissimo dialogo. Ed è in realtà svelato, c’è una postilla dove dico che questo è la sbobinatura di nove intercettazioni ambientali (ridiamo). I lettori mi hanno detto che per loro è stato come guardare dal buco della serratura o ascoltare da un muro cosa si dicono le persone.E questo intriga parecchio.

D – Semprein merito al romanzo, un’altra curiosità è questa: il fuoco è riferito alla passione bruciante o alla focalizzazione di qualcosa? Quindi fuoco inteso come focus?
R – Entrambe! Il fuoco perché di fatto Agnese rischia di morire in un incendio. Quindi tutto il romanzo si svolge durante la sua convalescenza. Ma c’è anche il tema della passione, una passione malata per questo artista. Quindi il fuoco – in questa doppia accezione, come giustamente dicevi tu –è il focus perché c’è un indagine in corso, lei vuole capire, ma non comprende chi abbia appiccato l’incendio: Era un incendio nel quale qualcuno doveva morire? Qualcosa doveva essere distrutto?E quindi lei, grazie a questo dialogo con il prete (cosa che viene svelata alla fine del primo capitolo), mette veramente a fuoco quello che le è successo: la passione ha portato a un delitto che poteva essere mortale.

D – Hai un nuovo romanzo nel cassetto?
R – Io scrivo d’estate (ride),sempre per quel discorso che dicevamo… Eh sì, perché comunque faccio un lavoro molto impegnativo. Magari alcuni riescono a ricavarsi delle ore notturne. Io ho bisogno di concentrazione, ho i miei tempi e insomma mi viene bene d’estate! Si! Ho iniziato quest’estate a scrivere un altro romanzo, più grottesco, sempre una storia d’amore, perché a me piace non la storia d’amore in sé. Anche ne Il fuoco di Agnese il pretesto è la storia d’amore, ma poi c’è tutto un mondo, un giallo: non è un romanzo di genere ovviamente, però c’è tutto un tormento che ha a che fare anche con il lavoro e con le relazioni di amicizia. Si parla molto di amicizia… Nel nuovo romanzo parlerò ancora d’amore, ma in chiave grottesca. Il fuoco di Agnese ha momenti anche divertenti, più leggeri, però sicuramente il grande tormento rimane. Quello che sto scrivendo ora è più leggero… 

D – Un’ultima domanda riguardo il tuo lavoro di autrice TV. Ci sono programmi in cui dovrai lavorare, ci sono novità riguardanti quest’ambito?
R – Da nove anni sono uno degli autori dei programmi di Barbara D’Urso, con lei mi trovo molto bene, è la prima ad essere un’instancabile lavoratrice e quindi bisogna starle al passo. Sono ben felice di continuare a lavorare con lei.

Simone Pozzati

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