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Scrittori

Intervista a Daniela Frascati, autrice de “La passeggera”

a cura di Bruno Elpis

D – Com’è nata l’idea di questo romanzo (http://www.i-libri.com/libri/la-passeggera/)?
R – Ė nata molto tempo fa; all’inizio mi interessava soprattutto lavorare attorno all’elemento irrazionale che nasce da ciò che non riusciamo a spiegarci, che genera paura e scatena il lato oscuro e irrazionale che è in noi. Poi i personaggi hanno preso spessore, donne e uomini che hanno portato la loro vita, il loro passato su quel piroscafo, intrecciando i loro destini con quel viaggio e quel luogo. È un romanzo che ho scritto nel corso di molto tempo, prendendolo e lasciandolo anche per altre storie.

D – Nel tuo nuovo romanzo sembra esserci poco spazio per l’ottimismo. O mi sbaglio?
R – Viviamo in tempi in cui la realtà supera qualsiasi fantasia, anche la più terribile. L’ottimismo a volte sta nel guardare il mondo con l’occhio della ragione e tirare fuori davanti all’orrore più efferato la spinta e il bisogno per ritrovare l’umano che deve appartenerci. Poi, non esageriamo, nel finale s’intravvede una salvezza e una speranza, anche se…

D – Il Paradiso (ndr: il transatlantico sul quale è ambientato il romanzo) salpa nel 1914. Due anni prima era salpato il Titanic…
R – Infatti… Anche quella è una tragedia della ragione e della superbia nella convinzione di aver costruito la nave perfetta e inaffondabile. Comunque il Titanic, e altre navi e piroscafi di quel periodo, sui quali mi sono documentata, sono stati il modello per il Paradiso, affinché  l’ambientazione e l’atmosfera fossero il più possibile quelle dei bastimenti di quel periodo.

D – “L’Europa è in guerra!”. Anche sulla nave, ignara della guerra per volere del capitano, si combattono tanti conflitti…
R – Ci sono guerre reali e materiali che uccidono il corpo e guerre interiori ma ugualmente terribili che annientano la mente e il cuore.

D – La nave è un mondo a sé (ai marconisti “Le risposte non arrivavano mai”), eppure assomiglia tanto al mondo dal quale è segmentata…
R – La nave è un mondo a sé, “Un luogo aperto ma confinato, una prigione galleggiante”, questo rende la vicenda e gli avvenimenti che vi si svolgono ancora più inquietanti, esasperandoli come non avverrebbe mai in qualsiasi altro luogo sulla terra ferma.

D – Il tuo impegno “nelle  politiche della differenza di genere e nel sociale” (dalla cover) come si ripercuote sul tuo scrivere?
R – In modo molto indiretto, almeno per chi legge, anche se credo che uno sguardo di genere sul mondo possa dare una visione “eccentrica”, fuori dal centro, laterale, capace di mostrare ciò che il senso comune dà per scontato e immutabile.

D – Come si colloca “La passeggera” rispetto alla tua precedente produzione?
R – Ho scritto prevalentemente short stories, dai temi più diversi; ciò che li attraversa e li accomuna è la presenza di quell’elemento irrazionale di cui dicevo prima. Nelle mie storie mi piace far incontrare le ombre, la nostra parte di ombra, quella che ci tallona dando corpo a percezioni appena sussurrate, a volte inquietanti, che non riusciamo o non vogliamo mai illuminare del tutto. La Passeggera è quest’ombra che ha preso corpo.

D – Due parole su “Scrittura&Scritture”, la tua casa editrice.
R – Mi fa piacere questa domanda, se non me l’avessi fatta ne avrei parlato io. Scrittura&Scritture è casa editrice indipendente, dovrei dire piccola per il mercato che occupa nella realtà dell’editoria italiana, ma è invece una grande casa  editrice. Chantal ed Eliana Corrado, le due sorelle che l’hanno fondata dieci anni fa e la governano con mano sicura, hanno la passione e il rispetto per un mestiere prezioso, quello dell’editore, che sempre più perde la valenza culturale delle origini: oggi si macinano titoli e si stritolano autori nel breve tempo di qualche mese senza badare troppo alla qualità. Scrittura&Scritture fa di questa qualità la sua scelta, e non solo nelle storie e nella cura della scrittura, ma, come avrai notato, anche nell’attenzione meticolosa, artigianale,  per il “prodotto” libro nella sua complessità. Dalla cover, alla carta, ai caratteri di stampa. E sfido chiunque a trovare un solo refuso nei libri che pubblica, cosa ormai rara. Sono onorata di aver pubblicato con loro.

Ringraziamo Daniela Frascati per la disponibilità e la simpatia con le quali ha risposto alle nostre domande.

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