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Scrittori

Intervista a Kevin J. Anderson, autore de “Gli ultimi giorni di Krypton”

a cura di Sara Barbieri

Kevin J. Anderson è uno dei più noti autori di fantascienza degli ultimi anni. Ha scritto racconti basati su Guerre Stellari, StarCraft, Titan A. E. e X-Files, è coautore del Preludio a Dune e delle Leggende di Dune con Brian Herbert e ha scolpito un’indiscutibile nicchia per se stesso con una fantascienza epica rappresentando la sua Saga dei sette soli, di grandissimo successo. Il suo romanzo Gli ultimi giorni di Krypton, accolto con grande favore di critica e pubblico, racconta le origini di uno dei supereroi più amati di sempre, Superman.

Mr. Anderson, grazie per avere accettato questa intervista. La dedica iniziale del suo romanzo a Julius Schwartz, padrino della serie a fumetti di Superman per la DC Comics dal 1971 al 1985, testimonia il suo amore per il supereroe. E’ stata questa passione a farle accettare l’ardua sfida di creare e distruggere Krypton?

Julius Schwartz era un mio grande amico, oltre che una sorta di mentore. Amava molto i fumetti, ed io sono cresciuto leggendo fumetti, guardando film e show televisivi. Conoscevo già molto bene gli antefatti dell’universo di Superman, ma volevo raccontare una storia che fosse una garanzia, grandiosa come gli eventi trattati. Volevo aiutare il pianeta a vivere (e distruggerlo) in modo che altri potessero provare il mio stesso entusiasmo. Era una grande storia che ho modellato su quella degli ultimi giorni di Pompei.

Le vicende di cui tratta nel romanzo sono da sempre oggetto di domande che si sono posti milioni di fan accaniti. Non ha avuto timore che le risposte di Gli ultimi giorni di Krypton potessero in qualche modo deluderli? La società kryptoniana è descritta, a tratti, in modo molto duro.

Tutti i fan conoscono, almeno in parte, le basi della storia – i genitori di Superman, Jor-El e Lara; la città di Kandor e come essa fu rimpicciolita e poi rubata da Brainiac; Zor-El e la città di Argo. Ma tutte queste tessere del puzzle erano separate e nessuno le aveva ancora legate insieme. Sfortunatamente, molte incoerenze si erano accumulate nel corso degli anni. Ho dovuto prendere tutte queste parti già note e creare una grande epica. La reazione degli appassionati e delle riviste è stata molto favorevole e il romanzo è stato candidato per un premio da parte dei fan. Sono molto orgoglioso di questo libro.

I personaggi sono delineati in modo molto chiaro. Soprattutto Zod ed i suoi complici, Nam-Ek e Aethyr-Ka, “bucano la pagina” grazie a descrizioni quasi visive. Per scrivere di loro si è forse ispirato al film di Richard Lester, Superman II, nel quale i tre criminali, liberi dalla Zona Fantasma, si ritrovano sulla Terra dotati di superpoteri garantiti dalla luce solare?

Sì, il generale Zod e i suoi due compagni sono ispirati a Superman II (ma, a causa dei diritti di copyright, la DC Comics mi ha chiesto di cambiare i nomi di Nam-Ek e Aethyr-Ka; nel film si chiamavano Non e Ursa). Zod è un personaggio assolutamente affascinante ed era un antagonista perfetto per Jor-El. Spero che molti fan di Superman si divertano a conoscere il background di questi “cattivi”.

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