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Scrittori

Intervista a Simone Di Matteo

a cura di Simone Pozzati

Intervista a Simone Di Matteo – Intervista a Simone Di Matteo, scrittore e autore prestato al piccolo schermo

Editore, autore, scrittore e illustratore grafico. Simone Di Matteo è artista a tutto tondo, più volte prestato alla TV: molti lo hanno visto sul piccolo schermo al fianco della vamp Tina Cipollari nel programma Pechino Express. Oppure alla testa del suo marchio editoriale Diamond EditricE. Ma lui è prima di tutto uno scrittore, narratore contraddistinto da una poetica che è come un marchio di fabbrica. Leggendo un suo scritto si viene infatti avvolti dalla musicalità e dall’originalità della sua penna e si finisce per dire: “Questo l’ha scritto Di Matteo”. Anche senza leggere sulla copertina il nome dell’autore si riconosce il suo modo di scrivere. Forse nella sua ultima pubblicazione, questa caratteristica della riconoscibilità emerge con tutta la sua forza.
Ma ora lasciamo che sia lui a raccontarci chi è, con qualche dettaglio sulla sua ultima raccolta di racconti, “L’amore dietro ogni cosa“, DrawUp Edizioni.

D – Chi è Simone Di Matteo…
R – Potrei risponderti citando un estratto del mio libro o ricordandoti semplicemente che siamo quello in cui gli altri ci identificano. Sono un autore, uno che crede nella forza delle parole e delle intenzioni. Scrivo perché scrivere, editare pensieri e parole fino a farmi mancare il fiato, è l’unica cosa che mi riesce bene. Da sempre. 

D – Cosa ti ha spinto a scrivere L’amore dietro ogni cosa?
R – Fin da quando ero bambino, ho creduto – essendo cresciuto cullato dalle favole – che l’amore era l’unica arma possibile contro la violenza. Viviamo, purtroppo, in una società per molti versi distorta, in quella che può essere definita una discarica umana a cielo aperto, in cui chiunque, senza ovvie ragioni, può o cerca di avvalersi del diritto di nuocere agli altri. Perciò ho volutamente scritto dell’amore: perché se continuiamo solo ed esclusivamente a parlare di VIOLENZA o a pubblicizzare solo la VIOLENZA, non sapremo più riconoscerlo.  Dovremmo tutti tornare a parlare d’amore.

D – Molti ti conoscono per le tue esperienze sul piccolo schermo. Tra queste ricordiamo Pechino Express al fianco dell’istrionica vamp Tina Cipollari e  nel celebre programma condotto da Gigi e Ros Furore. Se ce ne sono, quali saranno i tuoi prossimi impegni in TV?
R – Tornerò prossimamente in una prima serata sulla Rai. Prenderò parte a un esperimento sociale, un programma interessante, vero, dove le persone comuni e le loro buone azioni saranno il fulcro di questa importante iniziativa. 

D – Quali sono invece le news sul fronte letterario? Hai libri nel cassetto?
R – È prossima l’uscita del sequel letterario di “No Maria, io esco!”: un secondo libro ironico e divertente sulla TV e i suoi personaggi, ma anche incentrato sulle mode e le manie del nostro secolo. 

D – Il 28 giugno hai presentato al pubblico Gli Angeli della palude (sculture costruite con le conchiglie, da te raccolte lungo il cimitero del mare, pezzi unici ai quali l’autore è molto legato) e parte de I fiori del male (quadri astratti e materici realizzati con tecnica mista – Omaggio a Baudelaire). Ti va di parlarcene?
R – I fiori del male per me rappresentano paradisi artificiali e amori proibiti e peccaminosi, quelli che danno l’illusoria speranza di un conforto. Gli angeli della palude, al contrario, sono l’amore che disseta, che incoraggia, che risplende in ognuno di noi. Cornici perfette per un libro che riflette per riflettere, condotto da personaggi differenti o, forse, in realtà identici, poiché ognuno di loro, dal mito all’attuale, dal nero all’amore più roseo, nasconde una parte di me. 

D – Ormai da più di dieci anni collabori come autore di programmi. Hai mai pensato di scrivere un programma tutto tuo?
R – Ci penso tutti i giorni, ma non è facile poter realizzare un programma tutto mio, nonostante lo abbia già pronto nel cassetto!

D – Un estratto dal libro L’amore dietro ogni cosa
R – … Certi amori sono interrogativi incombenti. S’ammirano da lontano, così come si contempla l’alba di un giorno che, si spera, sarà migliore. Colonne sonore che osservano, dove altri sonetti non sono riusciti a comporsi.
Certi amori sono frammenti di un giorno qualunque, che ingannano la sorte dei baci rubati e delle stanche carezze. Visioni oniriche, astratte nel tempo. Null’altro che tempo. Altro tempo. Per il tempo ancora.
Certi amori sono ombre che sfumano, lasciando la loro indelebile scia. Aspettano un ritorno. Il ritorno dei passi mossi da lontano, dimentichi del gusto dolce-amaro delle speranze.
Certi amori entrano ed escono dalla carne, dalla vita, dalle parole soffiate come vetro sulla trasparenza della carta. Sbocciano dentro, inaspettatamente, come dalla terra sbeccano i fiori. E strappano, ogni volta, brandelli di cuore.
Certi amori appaiono all’improvviso, illudendo gli stolti, sotto forma d’angeli alati su un carro trainato da asini volanti. Oppure assumono menzognere sembianze, per i più audaci, nella speranza di colpire e dannare un cuore bisognoso d’affetto.
Certi amori sono anime sospese, in balìa della più antica guerra: quella del cuore contro la mente. Ascoltano il destino, offerenti ed imploranti la dose di tempo che gli spetta.
Certi amori sono lacrime che nutrono la terra. Irreprimibili. Impalpabili. Indissolubili. Giacciono, lesi, nei sogni incontaminati e si ricoprono di desiderio, come del più sottile cristallo, svelando e scivolando lungo percorsi trasparenti.
Certi amori sono storie diverse mai raccontate. Imprevedibili imprevisti. Statue di sale. Dagli occhi, dalle spiagge, dai deserti che non bagnano alcun mare.
Certi amori sono giardini incantati. Anime in cerca di favole antiche che trovano radici nei granelli di pioggia.
Certi amori sono ombreggiati sentieri, dove non vi è prigione per gli spiriti e le voci s’esprimono senza parole. Così lontani da riuscire ugualmente ad abbracciarsi, eguagliando le distanze.
Certi amori sono scritte sui muri, biglietti d’auguri, omaggi e regali, scontri e contrasti. Perdite. Incontri. Eppure. Eppure. Io non vi posso dire cosa sia l’amore …

E con questo testo non possiamo che ringraziare Simone Di Matteo per l’intervista concessa e augurargli il meglio per la sua eclettica carriera.

Simone Pozzati

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