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Scrittori

Luini, Lilli e Lanteri Maurizio: autori de “La cappella dei penitenti grigi”

a cura di Bruno Elpis


Cinque domande a Lilli Luini e Maurizio Lanteri: autori de “La cappella dei penitenti grigi”.


Sulla quarta di copertina leggiamo che nella coppia “lui è l’allodola che scrive al mattino”, “lei è la civetta che crea dopo il tramonto” … Direi che entrambi siete “fenicotteri della Camargue”!

Magari! Sono bellissimi, eleganti e sinuosi.

Come vi siete organizzati in questa scrittura collettiva? Come vi siete coordinati? Chi ha concepito l’idea della storia?

La nostra collaborazione è un tutt’uno che supera la somma delle parti, pertanto preferiamo non parlare di primogeniture. Nel corso di una vacanza in Camargue con le famiglie, ci ha intrigato molto la Cappella dei Penitenti Grigi, guarda caso l’unico monumento di Aigues Mortes non aperto al pubblico. Ci siamo chiesti quali misteri nascondesse. Dopo esserci documentati sulla sua storia e sui riti che vi si svolgevano abbiamo avuto una specie di visione, con i due personaggi che caratterizzano la storia antica, cioè Jullian che si sveglia la mattina di Pasqua e indossa i panni di penitente e Isabeau in groppa al suo cavallo, lanciata al galoppo fra le paludi della Camargue.

Da lì siamo partiti, parlandoci moltissimo al telefono e per email, scoprendo la storia passo per passo, arricchendo il background dei personaggi. Nello specifico, Maurizio scriveva al mattino e Lilli alla sera, e ciascuno proseguiva da dove si era fermato l’altro.

 

Non avete mai avuto diverbi? C’è una personalità predominante e una recessiva?

Diverbi no, discussioni sì. Soprattutto riguardo ai personaggi di Fabienne e Daniele, ciascuno di noi portava la sua personale visione che nasceva dall’essere uno uomo e l’altra donna. Ma tra noi non c’è chi comanda e chi subisce, la scrittura a quattro mani presuppone che ciascuno porti il suo meglio e impari a liberarsi del suo peggio.

 

LANTERI

Quali sono state le ispirazioni di base nella genesi del romanzo? Immagino una comunanza di interessi: per la dimensione storica e per i luoghi ove la vicenda è ambientata… Avete autori di riferimento nel genere del thriller storico?

Entrambi siamo appassionati di Storia ed entrambi amiamo la Camargue, ma questo non basta a concepire un romanzo: ci vuole un attimo di folgorazione, difficile da spiegare, in cui ti dici “qui sotto c’è una storia da raccontare”. E cominci a scavare, a creare collegamenti, a vedere i fili sottili che uniscono una cosa all’altra. Ecco, forse in comune più di tutto abbiamo questa capacità di immaginare, di far correre la fantasia, di vedere legami che ai più sfuggono.

Riguardo agli autori di riferimento, chiunque scriva ha imparato da chi l’ha preceduto. Eco dice che camminiamo sulle spalle dei giganti, ed è vero. Detto questo, nel nostro piccolo, cerchiamo di raccontare con uno stile che sia personale e riconoscibile. I lettori ci diranno se ci siamo riusciti.

 

Quanto influisce il vostro lavoro (ndr: Maurizio è medico pediatra, Lilli lavora in ambito finanziario) sul vostro scrivere? Avete già un altro progetto, comune o individuale, in cantiere?

Il lavoro influisce in due modi: negativamente, perché il tempo per scrivere è sempre troppo poco; positivamente perché almeno in due campi, quello medico e quello finanziario appunto, siamo i consulenti di noi stessi. E scrivendo thriller, diciamo che siamo ben coperti.

In cantiere c’è un altro progetto comune che riprenderà alcuni dei personaggi della Cappella dei Penitenti Grigi. Un’altra storia giocata fra il presente e il passato.

 

Ringraziamo Lilli e Maurizio per la simpatia con la quale hanno risposto alle domande di i-libri.com e di …

 

Grazie a voi.

 

… Bruno Elpis

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