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La scarpetta d’oro

a cura di Redazione i-LIBRI

Pubblichiamo un altro racconto di Chiara, dieci anni. S’intitola La scarpetta d’oro e forse esprime la paura che un sogno bello e leggero come la danza possa essere spezzato da un adulto…

La redazione

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La scarpetta d’oro

Due danzatori di nome Eva e Pietro si trovarono a provare il balletto di fine anno.
Avevano  un “tesoro” cioè delle scarpette d’oro in un forziere, nascosto sotto al letto di Eva. Si trovava nella stanza che lei condivideva con il suo amico Owen.
Le scarpette non erano sue, ma del nonno: Roberto Bolle.
Il nonno gliele aveva cedute per lo spettacolo di fine trimestre.
La professoressa vide Pietro distratto e quindi lo trattenne mezzora in più in aula.
Eva si preoccupò e andò a cercarlo: lo trovò ferito per terra, alle spalle aveva il forziere vuoto e la finestra rotta.
Pietro però per fortuna stava bene.
Disse a Eva di scappare e di stare attenta a dove andava e a cosa faceva, perché nella scuola era entrato un ladro con una pistola in mano.
Eva però non riuscì ad arrivare nell’ala ovest per avvisare la preside, quindi anche lei fece una brutta fine.
Grazie a un detective molto esperto si scoprì che il ladro era ricercato in cinque stati: Russia, Italia, Francia, Spagna e Olanda. Aveva iniziato a rubare a diciotto anni, perché aveva subito atti di bullismo.
Ma non finisce così!
La direttrice era un agente segreto e quindi recuperò le scarpette…

Foto di cover: Dégas, Ballerine alla sbarra

LEGGI COMMENTI ( 1 commento )

nadia

E'assolutamente vero ,a volte,le paure dei bambini sono il risultato dei condizionamenti degli adulti. Ma il lieto fine indica che quando si realizzano possono trasformarsi in strumenti per crescere e decifrare gli altri.

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