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Primo quarto

a cura di Redazione i-LIBRI

Per la i-settimana dei concorsi riproponiamo un breve racconto horror, Primo quarto di Roberta Eman.

Horror in sfumatura Halloween. L’autrice tratteggia paesaggi e scene di festa fino a confondere ciò che è gioco e ciò che è realtà in un luogo dove la protagonista, Zoe, è condottiera di giovani ipnotizzati da una canzone.

Ma chi sono i buoni, chi i cattivi? E perché lo sono? Lo scopriamo prestando attenzione alle parole e alla musica di sottofondo.

Roberta Eman ha scritto diversi racconti, di vario genere. Alcuni sono stati pubblicati da BraviAutori (Non spingete quel bottone); Rosso China (Steel – Racconti Noir); Delos Books (Antologie 365 e Il Magazzino dei Mondi 2).

La Redazione di i-libri.com

Primo quarto
di Roberta Eman

La falce della luna era appesa sopra la città illuminata da fari, lampioni e zucche accese. Dalla collina, Zoe osservò il quadro di festa e ripeté dolcetto o scherzetto un paio di volte, poi riempì il vento con una risata di cristallo in pezzi.
Con un corto abito da sposa dalla gonna arruffata, il diadema di un’ascia tra i capelli neri e il trucco del sangue sul bel viso, avrebbe potuto conquistare chiunque sorridendo trick or treat. Zoe lo sapeva e ancora rise salendo sulla berlina prestatale dal padre per recarsi in centro. Abbassò il finestrino e mise in moto; costeggiò le piscine e passò davanti al vecchio ospedale. Anche lì, qualcuno aveva adornato i cancelli con finzioni di scheletri e di morti ammazzati.

Una folata di aria fredda entrò nel locale insieme a Zoe. Finte ragnatele ondeggiarono al suo passaggio fino al bancone.
– Un coccomatto – ordinò la ragazza.
Il barista scoprì due canini acuminati e miscelò i succhi allargando i gomiti sotto il mantello lucido di raso.
– Per te, bellissima.
Zoe succhiò dalla cannuccia e si guardò attorno. I tavolini erano pieni, così come la piccola pista da ballo dove la gente ciondolava la testa, al ritmo della solita nenia.
– Questa canzone è un cliché, non trovi?
– Però funziona ogni anno.
– Già.
E anche Zoe si unì alla danza.

***

- Preso!
La giostra girava come una matta quando il piccolo Alessandro riuscì ad afferrare lo spaventapasseri penzolante su carrozze e cavalli imbizzarriti. La giostra girava, girava come una matta, quando schizzi scarlatti imbrattarono il costume del bambino.
L’uomo vestito da orco e altri vestiti da diavoli caddero ai piedi di tante piccole zucche, sulla giostra che girava al suono di una ninna nanna.

I pipistrelli invasero il cielo urbano con grida di strazio.
Zoe e le creature sparsero scompiglio nella piazzetta e tra bancarelle di dolciumi e tra stelle di lampadine.
– I cattivi! Sì, uccidiamo i cattivi!
La caccia ebbe inizio.
I cigni volteggiarono nel laghetto, sul velo di gelido pattume. Piccoli punti scarlatti si espansero nell’acqua fino a diventare una sola, densa macchia. Zoe festeggiò gridando e grondando sangue, mentre le creature amiche circondarono un ragno da schiacciare.

***

Zoe risalì la collina cantando una dolcissima lullaby, lungo il viale costeggiato da lucciole di fiammelle, e quando giunse a casa la falce della luna svanì tra la nebbia del mattino.

Roberta Eman

Il video di Lullaby, The cure

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