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Grammatica e sintassitop

Perché non diciamo aereoporto e aereoplano? + leggi tutto

Aeroplano è una parola di origine francese, formata col prefisso aero- “aria”.

1 - Introduzione alla sezione scrivere correttamente + leggi tutto

Siamo scrittori. O meglio, ci sentiamo tali.

Eppure spesso capita che, mentre buttiamo giù le nostre paginette, qualche dubbio ci assalga. Questa parola andrà accentata? Si scrive con due “Z” o con una sola? Sarà corretta questa suddivisione in sillabe? Qui ci va il punto o la virgola?

Credo sia normale. La lingua italiana è molto complessa, non finisci mai di impararla.

ACCADEMIA DELLA CRUSCA + leggi tutto

Perché Accademia della Crusca?

Per cruscate si intendono i discorsi giocosi, di poca importanza. L’intenzione del gruppo di amici noti come la “brigata dei crusconi” era infatti quella di prendere le distanze dalle cavillosità e dal tecnicismo dell’Accademia fiorentina.

Le origini risalgono al periodo ricompreso tra il 1570 e il 1580 e fu Lionardo Salviati ad attribuire all’Accademia l’obiettivo di separare il fior di farina (la buona lingua) dalla crusca (da qui, nel 1590, la scelta del simbolo del “frullone”).

La cerimonia inaugurale si svolse il 25 marzo del 1585.

Per saperne di più, visitate il sito www.accademiadellacrusca.it

 

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CHIARIMENTI SULL’USO DELLE PREPOSIZIONI + leggi tutto

TI CHIAMO SUL CELLULARE O AL CELLULARE?

Le opinioni in proposito sono controverse... Il costrutto tradizionale, comunque, richiede la preposizione "al", sebbene il colloquiale "sul", dovuto forse all'influenza del modello inglese e del suo "on the phone", sia da qualche anno ampiamente utilizzato.

Dissimile a o dissimile da? + leggi tutto

Il primo ragionamento che siamo portati a fare è che dissimile significa non simile, per cui se io sono simile a te, non posso che essere dissimile a lei.

FIGURE RETORICHE + leggi tutto

Le figure retoriche sono artifici che servono a connotare il linguaggio, a renderlo più vario ed efficace.

Sono centinaia… A volte le adoperiamo nella comunicazione quotidiana senza nemmeno saperlo. La loro classificazione ha da sempre creato difficoltà agli studiosi.

L’accento + leggi tutto

Naturalmente, parliamo di accento “grafico”.

Quello “tonico” è una questione di fonologia. Non riguarda, cioè, il modo di scrivere, ma individua la vocale della sillaba sulla quale occorre elevare il tono, e la sua funzione è di garantire un’esatta pronuncia.

L’accento che viene segnato sulle parole, invece, si chiama accento grafico.

La sua posizione coincide con l’accento tonico, ma l’accento grafico svolge anche un’altra importante funzione, ossia chiarisce se abbiamo a che fare con una vocale aperta o con una vocale chiusa: l’accento “grave” (`) indica la vocale aperta; l’accento acuto (΄), quella chiusa.

MESTIERI DIFFICILI... + leggi tutto

PORTIERE O PORTINAIO?

Il portiere è chi presta la propria opera per la custodia, la vigilanza, la pulizia e altri servizi accessori in un edificio di abitazione civile.

Spesso, però, ritroviamo anche la parola “portinaio” per individuare la persona che spesso abita nel nostro palazzo e si preoccupa di controllare che non entrino tipi loschi, ci consegna la posta e tiene pulito il cortile o lo stabile.

Mi schermisco o mi schernisco? + leggi tutto

Spesso ci si confonde… Io mi schermisco per difendermi, per sottrarmi ad una domanda, perché sono modesto e i complimenti mi imbarazzano.

MODI DI DIRE (1) + leggi tutto

Vista la mala parata…

MODI DI DIRE (2): Ingoiare un rospo + leggi tutto

MODI DI DIRE (2): Ingoiare un rospo

PLURALI DIFFICILI: -CE O -CIE? + leggi tutto

“Valigie” o “valige”? “Ciliegie” o “ciliege”?

 

La regola generale, quella che si insegna nelle scuole, è questa: se la consonante “c” o “g” è preceduta da una vocale, avremo il plurale in “-cie” o “-gie”.

Se, al contrario, la “c” o la “g” sono precedute da una consonante, il plurale sarà “-ce” o “-ge” (cfr.  “Il salvaitaliano” di Valeria della Valle e Giuseppe Patota).

PROPRIO O SUO? + leggi tutto

Se intendiamo dire/scrivere che Tiziana ha espresso il suo parere, possiamo usare indifferentemente “suo” o “proprio”, e questo perché l’aggettivo possessivo si riferisce qui al soggetto della nostra frase.

Laddove invece volessimo dire/scrivere che Tiziana si è espressa e il suo parere è sfavorevole, non potremmo sostituire “suo” con “proprio”.

Qualcun'altro o qualcun altro? + leggi tutto

Risposta: qualcun altro.

Ed eccovi una regola facile facile da ricordare: basta prendere in considerazione l'articolo "uno", che compone "qualcuno".

Quando l'articolo "uno" si trova davanti a una parola di genere maschile che inizia per vocale non va apostrofato.
Ne consegue che allo stesso modo si comportano i composti come "qualcuno", "alcuno", "ciascuno", "nessuno".

 

Sì come, Siccome, siccome che… + leggi tutto

Originariamente siccome  aveva un valore comparativo (col senso di “così come”), più evidente nell’antica grafia staccata: sì come.

STANOTTE + leggi tutto

Stanotte è la notte appena trascorsa o quella che deve arrivare?

 

 

VICINO CASA O VICINO A CASA? + leggi tutto

Occorre fare una distinzione tra:

1. la parola vicino usata come aggettivo;
2. la parola vicino usata come locuzione preposizionale.

Virgolette e trattino + leggi tutto

Qual è la differenza tra i diversi tipi di virgolette?

La funzione delle virgolette è di delimitare il discorso diretto o di chiarire che stiamo facendo una citazione.

Inoltre, quando scegliamo di inserire nel nostro testo una parola che sappiamo non essere particolarmente calzante, con le virgolette è come se spiegassimo al lettore: “Si potrebbe usare un altro termine, però credo che la cosa, detta così, renda meglio l’idea”.

In tutti questi casi, è possibile usare sia le virgolette alte “ ”, che quelle basse « », dette anche sergenti.

“IO E TU” O “IO E TE”? + leggi tutto

Una comunicazione snella e al passo coi tempi spesso impone il sacrificio delle vecchie regole grammaticali. Se a ciò si aggiunge che lo stesso linguaggio parlato presenta delle differenze non irrilevanti da regione a regione, è ben comprensibile il configurarsi di dubbi, o quantomeno di incertezze, sull’uso delle parole della nostra lingua, anche di quelle più comuni.

“TRA” O “FRA”? + leggi tutto

Ho sempre usato indifferentemente le preposizioni “tra” e “fra”, ricercando solo una sorta di alternanza armonica ed evitando cacofonie.

Oggi, però, mi è sorto un dubbio… Che esista una regola? Ho chiesto aiuto al Devoto-Oli…

 
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