Senza categoria

Henry & June

Nin Anais

Descrizione: Tratto dal diario non censurato di Anaïs Nin, questo ritratto autobiografico copre il periodo trascorso dall’autrice a Parigi tra il 1931 e il 1932. A quell’epoca risale l’incontro con Henry Miller e sua moglie June: un incontro che segnerà una svolta importantissima nell’evoluzione sentimentale e letteraria della scrittrice. Attratta dal fascino geniale di Miller e turbata dalla fisicità di June, la giovane Anaïs Nin inizia una sorta di educazione erotico-sentimentale che la condurrà alla completa maturazione emotiva e personale. Da questo gioco a tre, sotto la magistrale “regia” di Miller, sullo sfondo della Parigi negli anni trenta, si sviluppa un libro dai risvolti morbosi che completa l’immagine provocatoria di una scrittrice ormai consacrata tra i nomi più illustri della letteratura contemporanea.

Categoria: Senza categoria

Editore: Bompiani

Collana: I grandi tascabili

Anno: 2000

Traduttore: Delfina Vezzoli

ISBN: 9788845246579

Recensito da Lucilla Parisi

Le Vostre recensioni

Henry & June, pubblicato per la prima volta nel 1986, racconta di una complessa e intensa storia d’amore vissuta dai protagonisti dall’ottobre del 1931 all’ottobre del 1932. E’ la stessa storia raccontata nel primo diario della Nin, ma mai resa pubblica prima di quella data. In realtà Anais Nin aveva pubblicato i suoi diari già negli anni Settanta, purgati in molte parti “ma ha lasciato le storie più piccanti per dopo la sua morte”, come ci racconta Erica Jong nel suo saggio Cosa vogliono le donne (edito sempre da Bompiani).

I protagonisti di questa storia sono l’autrice e lo scrittore Henry Miller, che la Nin ci descrive in tutta la sua umana complessità, vinto dalla passione per lei e irrimediabilmente legato all’affascinante moglie June, di cui la stessa scrittrice confessa di essersi innamorata.
Un ménage-à-trois nato e alimentato nel fermento culturale di quegli anni, in una Parigi da decenni luogo di passaggio e di culto di artisti e poeti provenienti da tutto il mondo, fucina di talenti e luogo di perdizione. Anche la Nin in quegli anni è sposata: si tratta di Hugo, un uomo che per aspirazioni e potenzialità non può essere più distante da lei, ma tra le cui braccia è felice di tornare per essere rassicurata e amata in maniera incondizionata.

La poetica casa della scrittrice a Louveciennes, nei ricchi sobborghi della città, accoglie, tra gli altri, Henry Miller, il quarantenne scrittore in erba cresciuto a Brooklyn. Consapevole del proprio straordinario talento non ancora compreso e apprezzato dagli editori del tempo, Miller è agli albori della sua controversa carriera e trova nell’esotica ed eccentrica Nin una musa e un supporto che si riveleranno fondamentali per la sua produzione letteraria. L’attrazione fisica e sessuale tra i due è incontrollabile: l’iniziale passione caratterizzata da incontri infuocati e da esperienze che per la scrittrice rappresentano una vera e propria iniziazione ai piaceri della carne, si trasforma con il tempo in una totale e reciproca dipendenza.
Quando ti vedo, tutto quello che volevo dire svanisce. Il tempo è così prezioso e le parole sono estranee, ma tu mi rendi tanto felice, perché con te posso parlare. Adoro la tua intelligenza, i tuoi preparativi per il volo, le tue gambe come una morsa, il calore tra le tue gambe. […] Tu arrivi e il tempo scivola via come in un sogno.

Miller, tuttavia, benché legato alla moglie June che in quei mesi è lontana, non è fatto per la dedizione esclusiva ad una sola donna. La stessa passione per Anais non gli impedisce di cercare altre avventure. Anche la Nin non nasconde il proprio amore per altri uomini (oltre a Miller e al marito Hugo, si intende) tra cui quello per suo padre, ma di questo se ne parlerà altrove nei suoi diari e in Incesto.
June è una presenza costante tra i due amanti: accattivante e, a suo modo, crudele, continua a rappresentare per Miller un’irrinunciabile fonte di ispirazione e per Anais un modello di libertà e provocazione nella straziante normalità dei più. Consapevoli del proprio fascino un po’ eccentrico Anais e June si divertono a intraprendere tra di loro e con il mondo che le circonda un divertente gioco di seduzione, scoprendosi reciprocamente attratte e profondamente innamorate l’una dell’altra.
Mi ero vestita in modo rituale per lei, con quell’abbigliamento che creava il vuoto tra me e l’altra gente, un abbigliamento che era il simbolo del mio individualismo, che lei sola avrebbe capito. Turbante nero, vestito rosa antico con un davantino e un colletto di pizzo nero, un mantello rosa antico con un colletto mediceo, avevo creato un certo subbuglio sul mio cammino, e mi sentivo più sola che mai perché la reazione in parte era ostile, in parte beffarda. Poi June arrivò. Tutta in velluto nero, mantello nero e cappello piumato, più pallida e incandescente che mai […] La meraviglia del suo volto e del suo sorriso, dei suoi occhi senza sorriso. “Voglio baciarti,” dico. “E io voglio baciare te,” dice June, e mi offre la bocca che bacio a lungo.

Henry June e Anais si completano e si contaminano: già estremamente liberi e inquieti, il loro intreccio fisico e spirituale costituisce per ognuno di loro un passaggio necessario che si esaurirà naturalmente, senza strascichi né rimpianti. Rubano reciprocamente tutto quanto riescono a sottrarre all’altro, restituendo poi suggestioni, mutando punti di vista e regalando scorci.
Oggi ho portato a Henry queste mie sensazioni, o quel che di esse riuscivo a trattenere, perché mi sembrava che traboccassero come lava, e mi intristii quando lo vidi tranquillo, serio, tenero, non abbastanza pazzo. No, non altrettanto pazzo della sua scrittura. E’ June che brucia Henry di parole. Tra le sue braccia per un’ora dimentico la mia febbre. […] Sono assetata di quello di cui Henry è stanco, di una sete tutta nuova, fresca e vigorosa.

Un pezzo di storia della letteratura prende forma in queste pagine, qui come in tutti gli altri diari, in cui la vita di Anais Nin si rivela una preziosissima fonte di spunti e conoscenza della Parigi degli artisti, degli scrittori e dei rivoluzionari. La Nin è stata non solo una grande scrittrice (la qualità della scrittura dei suoi romanzi e dei suoi diari ne è la prova), ma anche una donna capace di incarnare in sé la molteplicità, la forza e la meravigliosa complessità del mondo femminile. Come ci ricorda la Jong a proposito di Anais “per le donne che cercano la libertà – artisticamente e sessualmente – è la pioniera, l’autenticazione della nostra ricerca. Per le donne che invece temono la libertà diventa bersaglio di tutti gli strali e suscita una reazione furiosa, che non può essere altro che rabbia verso se stesse per non essere libere.” (Cosa vogliono le donne – E. Jong)

Nonostante ciò, è desolante scoprire che oggi i diari di Anais Nin sono pressoché introvabili, visto che non vengono ripubblicati ormai da anni.
D’altronde ci spiega sempre la Jong, “per gli uomini, la Nin è un’enigma – seducente per alcuni, per la sua magia sessuale e letteraria, ma ripugnante per altri, per la sua tendenza manipolatrice, per il suo antiquato romanticismo sessuale di stampo ottocentesco e il per il tono ampolloso e nauseabondo che a volte prende la sua scrittura. Dato che pochi uomini hanno una comprensione viscerale dei problemi che la donna scrittrice deve affrontare, possono considerare le strategie di Anais Nin false, ingannevoli, dei sette veli.
Ma questa è un’altra storia.

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