Senza categoria

Parlami di me

Dotta Graziella

Descrizione: Parlami di me. Tutti hanno un posto a cui tornare - Il romanzo di Graziella Dotta, vincitrice del concorso letterario La Quercia del Myr

Categoria: Senza categoria

Editore: Primalpe

Collana:

Anno: 2019

ISBN:

Recensito da Ornella Donna

Le Vostre recensioni

Venerdì 29 novembre presso la Libreria Lettera22 di Mondovì si è svolta la presentazione dell’ultimo libro di Graziella Dotta, intitolato Parlami di me, ed edito dalla casa editrice Primalpe.

Il testo ha vinto il Primo Premio al concorso letterario La Quercia del Myr , come ha sottolineato, in un breve quanto preciso intervento, Bruno Vallepiano, coordinatore e ideatore del concorso stesso.

Il libro racconta la storia di vita e il percorso di quattro protagonisti un po’ speciali: sono infatti i quattro organizzatori di una rapina colossale avvenuta in un piccolo centro del torinese. Il testo, scritto con una prosa chiara e profonda, alterna dialogo a narrazione, con sapienza e perspicacia narrativa. Caratterizzato da un profondo scavo introspettivo nella vita quotidiana di ognuno dei protagonisti, il romanzo induce alla riflessione su temi fondamentali quali la perdita possibile della propria identità e il caso degli animali maltrattati in Spagna, in particolare i cani levrieri, di cui l’autrice, commossa, ha raccontato traversie e sofferenze.

Distinta da una scarsa presenza femminile a favore di una netta predominanza maschile, la lettura e la presentazione conseguente sono state contrassegnate da simpatia e originalità. Il costrutto narrativo, emotivamente coinvolgente e intrigante, ha provocato nel lettore attento emozioni e sentimenti avvincenti.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Graziella

Dotta

Libri dallo stesso autore

Intervista a Dotta Graziella


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Un albero ghiacciato, di un rosso vivo, pulsante, intriso di sangue. È la prima immagine che appare a don Ermete, Zeno e Sauro. Una strage indicibile si è consumata ai piedi di quell’albero, e solo una prodigiosa nevicata ha lenito l’orrore di quegli undici corpi straziati da undici cause di morte diverse, avvenute contemporaneamente, in un lampo. I quarantadue abitanti di Borgo San Giuda, travolti dall’onda d’urto di quel massacro, si ritrovano al centro del mondo mediatico. Semplici testimoni del male, diventano i protagonisti dimenti-cati di questa storia, e tutti insieme scivolano nella follia. Don Ermete non può abbandonare la sua gente e insieme a Giovanna Gassion, giovane psichiatra della ASL in fuga da un amore finito, cercherà in tutti i modi di mettere in salvo quel mondo di poche anime perse e mute, che sembrano lontanissime ma che in realtà siamo noi. Pagina dopo pagina sembrerà di essere lì a calcare forte il passo per non essere spazzati via da quel vento che tira gelido e senza sosta, di entrare in quelle case modeste dove germina la follia, di incrociare quegli sguardi disperati e soli, e infine di sentirsi lievi e salvi, una volta arresi davanti al mistero. X e Y, uomo e donna, fede e scienza, si incontrano e si scontrano fin quasi a sovrapporsi in un’eroica liberazione dalla dittatura della ragione, umiliata dall’assurda danza del male.

XY

Veronesi Sandro

Carla ha quasi quarant'anni, un compagno praticamente perfetto, un lavoro stimolante e un certo fascino. Ma non riesce ad avere un figlio. E per una come lei, abituata a centrare l'obiettivo, il senso di fallimento brucia senza consumarsi. Perché l'ossessione della maternità si può affinare al punto da dare dipendenza. Accade a molte delle donne che Carla incontra quando decide di tentare la fecondazione assistita. Tutte stanno in fila, mese dopo mese, per eseguire lo stesso rituale: gli ormoni, il pick-up, il transfer, l'attesa. Conoscono il proprio corpo e i suoi segnali con una precisione maniacale. Usano un oscuro gergo da iniziate. Perché loro non aspettano un bambino, «fanno la cova», non rimangono incinte, «s'incicognano». Mentre a forza di medicine si gonfiano come galline d'allevamento, le donne «difettose » si sfogano, si danno conforto, nelle sale ospedaliere o nelle chat. Nel suo viaggio alla ricerca della maternità, e di una forma di saggezza che pare sempre scivolarle fra le dita, Carla può contare su di loro, ma anche su due guide spirituali d'eccezione: Seneca, oggetto dei suoi studi di latinista, e nonna Rina, che prima di diventare solida come una quercia era stata fragile come un albero rinsecchito. Nonostante persino la Bibbia sia piena di vecchie sterili che all'improvviso riescono a procreare, Carla forse deve mettersi in testa che un figlio non è un diritto, come le dice Marco, il suo compagno, con quella sua franchezza generosa e un po' leggera. Un esordio intelligente e lieve che racconta la speranza della maternità, e in cui il chiacchiericcio cosí vero di tante femmine energiche, sconsolate o allegre, ci restituisce una realtà complessa, lasciandoci perennemente in bilico tra divertimento e commozione.

LE DIFETTOSE

Mazzoni Eleonora

Due poesie di Szymborska Wislawa

Il ritratto di una famiglia francese nell'Indocina degli anni trenta e una storia d'amore fra una adolescente francese e un uomo cinese.

L’AMANTE

Duras Marguerite