Titolo: Senza luce
Autore: Luigi Bernardi
Editore: Perdisapop
Anno: 2008
Umberto, invece, nonostante lo scarso entusiasmo della moglie Giuliana, accende le candele e dà il via ad un gioco con i suoi due figli: "Ognuno di voi pensa alle tre cose più importanti che si sarebbe perduto se in quel momento avessero tolto la luce".
Anche nel bar di Loretta manca la corrente elettrica, però si continua a bere e giocare a carte, mentre Domenico sembra addirittura ispirato dall'oscurità: "Di sotto una torcia fornisce l'illuminazione sufficiente. Se necessario, ha anche una scorta abbondante di pile. Domenico guarda i pezzi che ha sparso sul tavolo, le mani fremono per ricomporli".
In "Senza luce" Bernardi racconta quattro storie diverse, ciascuna con i propri protagonisti e le proprie comparse, che finiscono con l'intrecciarsi curiosamente sullo sfondo di un buio cupo, inatteso e prolungato che in alcuni casi terrorizza e in altri incoraggia, che sa nascondere la follia e al tempo stesso rivelarla.
La gamma di emozioni contrastanti che l'autore riesce a farci vivere anche all'interno di uno stesso capitolo, grazie ad un'alternanza sapientemente studiata tra ricordi e stati d'animo, è davvero stupefacente. Inoltre, sebbene le storie procedano in parallelo, il lettore non ha mai la sensazione di perdersi né la tentazione di legarsi all'una piuttosto che all'altra, perché la narrazione è molto rapida e indugia sui particolari solo quel tanto che basta a definire l'universo dei personaggi.
Dal blackout voluto per ragioni di ordine pubblico, che dà origine alle varie vicende, sino alla giostra finale dei colpi di scena, la suspense si mantiene costantemente viva, ma forse il vero punto di forza del romanzo è rappresentato dall'analisi intimistica che intervalla gli eventi, un'analisi profonda che però sa mascherare la propria complessità grazie all'estrema perizia dell'autore.

