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Storia e curiosità sul libro

Peter Schoeffer: l’erede di Gutenberg

a cura di Diego Manzetti

 

Peter SchoefferTra il quattrocento ed il cinquecento vissero una serie di personaggi, tra i quali Schoeffer, che contribuirono a cambiare in modo irreversibile la storia del mondo occidentale. Il cambiamento a cui mi riferisco è l’invenzione della stampa a caratteri mobili, che rese possibile una diffusione della cultura ben oltre i ristretti limiti cui era stata confinata sino ad allora. In tutta Europa vennero alla luce un gran numero di tipografie che realizzavano tirature sempre crescenti, consentendo così un abbattimento del costo dei libri, che si resero così finalmente accessibili anche a classi meno abbienti.

Se l’invenzione della stampa a caratteri mobili è attribuita (non senza contestazioni) a Gutenberg, la sua diffusione fu affidata ad una serie di persone che con quest’ultimo vennero in qualche modo a contatto, e che si recarono in ogni dove, aprendo tipografie o semplicemente trasmettendo tali loro conoscenze ad altri.


Tra questi, vi fu certamente un personaggio che spiccò per le sue capacità, e forse per il fatto di essere stato in grado di introdurre alcuni elementi di innovazione, e che si sostituì a Gutenberg quando questi perse tutte le sue attrezzature a causa di un debito non ripagato con Johann Fust, il principale dei suoi finanziatori.

 Peter Schoeffer, dunque, venne in contatto con Gutenberg quando questi aveva già sviluppato la sua nuova tecnica di stampa. Quando Fust, che come detto aveva pignorato le attrezzature di Gutenberg (inclusi i costosi caratteri mobili) decise di proseguire l’attività in modo autonomo, si affiancò a Schoeffer, un tecnico che aveva probabilmente appreso l’arte da Gutenberg stesso, e che potesse svilupparla ulteriormente. Schoeffer entrò nella cerchia più ristretta di Fust, arrivando a sposare sua figlia Christina, tanto che alla morte di questo, proseguì l’attività con la collaborazione dei figli di Fust, per poi pian piano diventarne a tutti gli effetti il titolare.marca_schoeffer2

 

Seppur non innovando in modo radicale le tecniche di stampa ideate da Gutenberg, Schoeffer introdusse alcune novità, come ad esempio l’inserimento nelle opere da lui realizzate di un marchio che le attribuisse alla sua bottega (la c.d. marca tipografica di cui abbiamo parlato in un altro articolo), l’utilizzo di più colori e la realizzazione di un piccolo catalogo di opere disponibili presso il suo negozio.

 

psalterium2La sua attività aveva principalmente ad oggetto opere di carattere religioso e di diritto, tra le quali ricordo il Psalterium del 1457 (vedi la foto della copia conservata presso la British Library).

 

Schoeffer morì nel 1503, lasciando l’attività nelle mani dei figli, che proseguirono l’attività in varie città europee, senza mai però eccellere in quella che oramai era diventata una vera e propria arte.

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