Questa tecnica di incisione in incavo, anche denominata “maniera nera”, a differenza delle altre, prevede la creazione di una piastra che, se inchiostrata, produce una base nera compatta. L’incisore non interviene dunque sulla piastra incidendo il disegno, ma lavora in negativo, eliminando quelle parti che dovranno risultare bianche.
Vediamo dunque la procedura.
La piastra è preparata mediante l’uso di uno strumento—detto pettine in italiano (o rocker in inglese)—che la rende ruvida. Il pettine consiste in un piccolo strumento composto di un manico per l’impugnatura e da una serie di punte che, fatto passare sulla piastra liscia, lascia una serie di piccoli segni puntiformi, costituiti dalle lamine di metallo grattate (i segni sulla lastra sono del tipo di quelli lasciati con la tecnica della puntasecca). La piastra dunque è dunque raschiata in modo da far sì che questi segni siano uniformemente presenti su tutta la superficie. Per questo motivo, dunque, passando l’inchiostro sulla piastra in questa fase si otterrebbe come risultato uno strato di nero compatto.
A questo punto, quindi, l’incisore procede con un altro strumento a raschiare le barbe in modo da rendere lisce quelle parti della piastra che nel disegno finale dovranno essere bianche. In questa fase si può variare il livello di raschiatura delle barbe creando delle diverse sfumature di colore.
Concluse queste fasi si può procedere alla stampa, la quale darà un risultato particolarmente morbido.
Questa tecnica è stata per la prima volta ideata nel XVII secolo, seppur ebbe maggior diffusione nel corso di quello successivo.

