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UNA VOLTA AL MESE (eppure ci caschiamo sempre) Scritto da Marika Piscitelli

UNA VOLTA AL MESE (eppure ci caschiamo sempre)

Certe giornate nascono difettose…

Ti svegli già  stanca e, scendendo dal letto, fai fatica persino ad allineare i piedi. È come se le gambe, durante la notte, fossero diventate di piombo.

Resteresti volentieri a dormire, coperta fino ai capelli dal lenzuolo arrotolato a mò di strudel, ma devi andare al lavoro, e certo non è facile tenere dritta la schiena con uno spillone invisibile conficcato tra le vertebre.

Niente tacchi, quindi, per carità. E pantaloni rigorosamente neri perché… boh… non è che sei ingrassata?? Ti senti gonfia, grossa, goffa, gobba. Tocchi le braccia e ti sembrano didò.

Come hai fatto a ridurti così? Quand’è successo? Perché non hai fatto nulla per impedirlo?

Anche pettinarsi si rivela un’impresa: prima fai la riga a destra, poi sposti la frangia a sinistra… Peccato che non hai tempo per passarti la piastra.

D’altronde, tu non hai MAI tempo, è questa la verità. La tua vita è tutta da rifare, un autentico disastro.

Questo pensi, e ti avvii alla fermata dell’autobus.

Lì, naturalmente, noti un’amica che non vedevi da secoli, né avevi alcuna voglia di incrociare.

Proprio oggi che non sei in forma!! Speri che non ti riconosca e invece… Saluti e baci, dire e non dire, che noia le domande, adesso si è sposata… e chi se ne frega!!

Scendi prima del dovuto perché non ce la fai più ad ascoltarla, così  ti tocca anche fare un chilometro a piedi. Magari sotto la pioggia.

Oltre a ciò, Anna era un vero splendore, per niente invecchiata.

E tu??

Ti specchi timidamente nella vetrina della pasticceria e basta un attimo per convincerti che sì: non stai per niente bene. Decisamente peggiorata rispetto a due anni fa.

Anna è  stata il colpo di grazia; la tua autostima adesso sta volando via insieme al fumo che soffi dalla bocca arsa.

Tra scartoffie e pc un pochino ti distrai, ma non è abbastanza: la mente spesso riesce a svicolare e, quando lo fa, d’istinto ti controlli il battito perché il cuore sembra sul punto di schizzarti fuori dal petto. Bum, bum, BUBUUUM!

Quanto fa schifo il tuo lavoro da zero a dieci?

Finalmente esci. È buio pesto.

Neanche fossi il Presidente, Madonna o Meryl Streep; neanche guadagnassi tanto da permetterti una vacanza come si deve.

Quanto fa schifo la tua vita da zero a dieci?

Infili la chiave nella toppa.

Se sei da sola, odi te stessa; se hai un lui, lo odi quasi quanto odi te; se in casa ci sono più persone, la tentazione di provare a suicidarti con la Nutella è davvero forte.

Forse sarebbe meglio uscire… Il problema è che non sai dove vorresti andare, né cosa ti piacerebbe fare. Così inizi a vagare per casa, a fare su e giù come un leone in gabbia, finché noti un’altra cosa: per quanto ti impegni a pulire, il tuo bilocale, o meglio, il bilocale in cui vivi, non è mai in ordine. Sui mobili c’è sempre quell’odiosissima patina grigia su cui potresti scrivere col dito S.O.S.

Chissà  poi come mai sei finita a vivere in quella città del cavolo… Hai proprio sbagliato tutto, dalla A alla Z! E ora ti viene pure da piangere…

Il tuo lui si preoccupa e ti chiede: «Cos’è successo, tesoro mio?», e tu tenti di spiegarli ciò che provi (a modo tuo, s’intende): «Secondo te, quanto fa schifo la mia vita da zero a dieci?».

Risposta: «Ho fatto qualcosa di male?».

Inutile: non capisce… Nessuno ti capisce.

Meglio fare una doccia, mettere un pigiama largo largo e seppellirti nel letto facendo finta di dormire: se lui ti toccasse adesso, sarebbe solo per pietà. Ne sei sicura, non potrebbe essere altrimenti: sei diventata una vacca. Ed hai pure le rughe. 

  • Il giorno successivo –

… Apri gli occhi e sorridi… La vita è bellaaaa!

Dai un bacio al tuo fidanzato (dopo aver lavato i denti) e metti su “Sarà perché ti amo”.

I dolori ti lacerano l’addome e alla piscina rinuncerai per qualche giorno, ma improvvisamente ami il mondo e tutte le sue creature. Del tipo che catturi una mosca con scatto felino e non la uccidi come al solito: la tieni delicatamente nel pugno chiuso, spalanchi la finestra e la liberi nell’aere primaverile: vivi e lascia vivere… Dio c’è!

E, a ripensarci, Anna non è che fosse proprio uno splendore…

 

Commenti  

Commento 1 Emy
Quante volte abbiamo gli stessi pensieri, le stesse giornate negative e risvegli positivi? Tante, forse troppe volte, il bello è che non ce ne rendiamo conto, fino a quando un bel giorno lo troviamo scritto e ci chiediamo "sembra che questa persona sia entrata nei miei pensieri" ma, allora, non accade solo a me! Certo questo non migliora la situazione però, forse, come dice il detto "mal comune mezzo gaudio", scherzi a parte, forse è veramente arrivato il tempo di cambiare e allora grazie a chiunque tu sia.

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